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ferite

Numeri e Ferite, nel Privato e sul Lavoro

Postato il 31 Gennaio 202420 Marzo 2024 da Laura Servidio

Secondo uno studio condotto dall’autrice Lise Bourbeau, tutte le sofferenze dell’essere umano possono essere riassunte in cinque grandi ferite: rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento, ingiustizia.

Le ferite sono procurate, in modo inconsapevole, proprio dalle persone a noi più vicine, di solito i genitori: molto spesso, infatti, anche loro sono stati oggetto di quella stessa ferita ma, non avendola riconosciuta e modificata, la riproducono automaticamente nella discendenza.

Le ferite si formano tra i 0 e i 13 anni e vengono registrate nel cervello limbico: ciò che accade dopo, non fa altro che ricalcare le vecchie ferite rimaste irrisolte e su cui dobbiamo lavorare per evolvere.

Nel frattempo, per sopravvivere, creiamo le cosiddette maschere ovvero dei meccanismi di difesa che ci servono per sopravvivere al trauma e alla conseguente ferita emotiva.

Indice

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  • 5 FERITE ABBINATE AI NUMERI
    • RIFIUTO
    • ABBANDONO
    • UMILIAZIONE
    • TRADIMENTO
    • INGIUSTIZIA
  • RIPERCUSSIONI DELLE 5 FERITE SUL LAVORO
  • TABELLA RIASSUNTIVA DELLE 5 FERITE

5 FERITE ABBINATE AI NUMERI

Le ferite possiamo identificarle anche grazie alla lettura numerologica della nostra data di nascita: ogni numero, infatti, riflette una dinamica da sciogliere ed è rivelatore di un disagio da affrontare. Vediamo quindi il significato di ciascuna ferita e l’abbinamento con i diversi numeri o arcani.

RIFIUTO

Quella di rifiuto è una ferita molto profonda perché la persona che ne soffre si sente respinta (di solito dal genitore dello stesso sesso) in tutto il suo essere e soprattutto nel suo diritto ad esistere.

Chi vive questa ferita in modo attivo rifiuta prima di tutto se stesso, non si ama e di conseguenza non riesce ad amare gli altri. Fra le cinque ferite è la prima che si manifesta e più il rifiuto vissuto è stato forte, più la persona attira a sé circostanze che la porteranno ad essere rifiutata.

La maschera per sopravvivere a questa ferita è quella del fuggitivo: questa diventa la sua nuova personalità, il carattere che sviluppa per evitare di soffrire, in pratica si fugge prima che un eventuale rifiuto possa colpire.

Questa maschera è chiaramente visibile nelle persone dal corpo contratto, che appaiono quasi pelle ed ossa e tendono con il loro modo di fare all’invisibilità: in pratica, è la dinamica che caratterizza l’arcano 1 il quale, in conflitto, non crede nelle sue capacità, non si sente visto e vive la vita cercando di passare inosservato come se non avesse diritto ad esistere; sfugge dalle situazioni sfidanti, tende sempre a sminuirsi e spesso si paragona a persone che reputa migliori, il che lo induce a consolidare la sua credenza di inferiorità.

Altro arcano che in conflitto tende fuggire e a isolarsi è l’eremita dell’arcano 9 che, se nel talento rappresenta la saggezza, in conflitto si chiude in se stesso, vive in solitudine, diventa insicuro e non crede nei tuoi talenti.

ABBANDONO

Chi soffre della ferita dell’abbandono vive alla costante ricerca di qualcuno a cui aggrapparsi per colmare un vuoto interiore (di solito riferito al genitore di sesso opposto) e scongiurare la paura di restare da solo.

Ecco quindi che la maschera che viene attivata è quella del dipendente: la persona finisce per dipendere dagli altri o, in alternativa, attira nella sua vita persone che sono dipendenti da lei, così da non rischiare di restare sola.

Fisicamente l’abbandonato si manifesta con un corpo sottile, ma cadente che denota un bisogno di nutrimento affettivo. E’ volubile, ha difficoltà a prendere decisioni in modo autonomo e si fa spesso invadere dalle emozioni altrui. Spesso chi ha questa ferita attiva, si ammala per attirare l’attenzione e la vicinanza dei propri cari e vive temendo la morte, che rappresenta la forma più estrema di abbandono.

Questa ferita richiama l’arcano 22 che rappresenta nella sua forma talentuosa una persona libera da schemi e condizionamenti, ma che, se vissuto in modo conflittuale, incarna proprio la persona prigioniera della sua paura di essere abbandonata.

UMILIAZIONE

Chi soffre della ferita di umiliazione tende a sminuire se stesso e gli altri. Sminuisce se stesso perché è ciò che ha ricevuto durante l’infanzia (di solito dal genitore più presente) e riversa questa dinamica anche all’esterno come arma di difesa per scongiurare il pericolo di essere svalorizzzato.

Fisicamente la persona umiliata cerca di recuperare il suo posto nel mondo attraverso un corpo voluminoso che gli conferisca quell’importanza che, da solo, non riesce a darsi. Si mostra empatico ed estremamente sensibile e compensa le mancanze emotive con il cibo.

L’umiliato tende a non ascoltare i propri bisogni, ma anzi preferisce assecondare quelli delle persone intorno a lui sperando in questo modo di recuperare del valore agli occhi degli altri. Le critiche lo feriscono profondamente perché rafforzano l’idea che intimamente ha di sé e finisce per giocare in difesa tutta la vita: la maschera indossata quindi è quella del remissivo che nasconde la paura di essere libero, dal momento che la persona che non ha sufficiente valore di sé, non pensa di poter gestire la libertà.

La dinamica dell’umiliato la ritroviamo nell’arcano 11 e nell’arcano 5: entrambi devono confrontarsi tutta la vita con il tema dell’umiliazione e della svalutazione, vivono, infatti, nella costante attesa di un riconoscimento e di un attribuzione di valore che, se anche arriva, non è mai sufficiente a colmare il bisogno di apprezzamento. E così, nel caso dell’archetipo della forza (11) ci si ritrova a subire un’umiliazione dietro l’altra per poi sbottare tutto in una volta la rabbia accumulata; nel caso dell’archetipo del Papa (5) invece la persona tende a mettersi in cattedra per darsi quell’importanza che gli è stata sottratta.

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TRADIMENTO

La ferita di tradimento coinvolge il genitore di sesso opposto e sottintende una situazione in cui la fiducia verso qualcuno viene a mancare, come può essere il caso di una promessa non mantenuta o di un’aspettativa non soddisfatta.

Chi vive la ferita di tradimento crea la maschera protettiva del controllore che gli serve per accertarsi di essere sempre fedele e responsabile e soprattutto per assicurarsi che siano gli altri a mantenere i loro impegni. La paura di fondo resta quella di essere rinnegato.

La persona che vive questa ferita tende a controllare eventi e persone della sua vita. Il linguaggio del corpo degli occhi del controllore offre uno sguardo intenso e seducente: è in grado di cogliere tutto in un colpo d’occhio e di vedere con un’unica occhiata tutto ciò che accade intorno a lui. Il controllore usa molto gli occhi per guardare l’altro a distanza quand’è sulla difensiva oppure per fissare e scrutare l’altro in modo da intimidirlo.

Non ama perdere tempo né tantomeno farsi vedere ammalato perché lo ritiene un segno di debolezza. Pretende molto da se stesso e soprattutto dagli altri e, vivendo una vita piena di aspettativa, si vota all’infelicità.

Questa dinamica può essere ritrovata nell’arcano 7 che vive spesso situazioni di infedeltà, subìte o perpetrate, e che come il controllore non ama perdere tempo e ha l’abitudine di cogliere tutto ciò che accade intorno a lui. La ferita da tradimento riguarda anche l’arcano 12 che nell’immaginario collettivo è legato alla figura di Gesù e di Giuda ed è quindi strettamente connesso con il tema del rinnegamento.

INGIUSTIZIA

La ferita di ingiustizia riguarda, nella maggior parte dei casi, il genitore dello stesso sesso e porta la persona che la subisce a privarsi del piacere perché troppo concentrata sul dovere e su un eccessivo senso di perfezionismo.

Non ci si sente rispettati perché non c’è prima di tutto il rispetto di sé, così come la consapevolezza dei propri limiti. Si vive nella rigidità delle proprie posizioni pretendendo troppo da se stessi.

Fisicamente si manifesta nelle persone dalla postura fiera e dal corpo rigido ed eretto. La persona non ama sentirsi vulnerabile, ama l’ordine, è ligia al dovere e tende a giustificarsi spesso. Caratteristiche che possiamo trovare nell’arcano 8 della giustizia che, nel talento, garantisce equilibrio in tutte le cose, ma se vissuto in disequilibrio porta al giudizio facile verso tutto e verso tutti e soprattutto alla rigidità e ad un iper controllo.

RIPERCUSSIONI DELLE 5 FERITE SUL LAVORO

Le ferite profonde dell’essere umano possono influire notevolmente sulle dinamiche professionali:

  • Il rifiuto può generare insicurezza e paura del giudizio, compromettendo la capacità di assumere rischi e di mettersi in gioco.
  • L’abbandono potrebbe tradursi in una difficoltà nel costruire relazioni solide e affidabili sul luogo di lavoro.
  • L’umiliazione potrebbe minare la fiducia in se stessi, limitando la partecipazione attiva e la condivisione delle idee.
  • Il tradimento potrebbe generare una costante diffidenza, rendendo difficile la collaborazione e il lavoro di squadra.
  • L’ingiustizia potrebbe alimentare un senso di sfiducia nel contesto in cui ci troviamo e nella leadership, influenzando il morale e la motivazione.

Comprendere e affrontare queste ferite può essere cruciale per sviluppare competenze emotive e relazionali fondamentali per una carriera di successo.

TABELLA RIASSUNTIVA DELLE 5 FERITE

In questa tabella troviamo una tabella che riassume in maniera schematica, per ogni tipo di ferita, con chi l’abbiamo vissuta, quale maschera indossiamo per proteggerci, e quale paura nasconde.

FERITACHIMASCHERAPAURA
Rifiutogenitore stesso sessofuggitivopanico
Abbandonogenitore dell’altro sessodipendentesolitudine
Tradimentogenitore dell’altro sessocontrollorerinnegamento
Umiliazionegenitore più presenteremissivolibertà
Ingiustiziagenitore stesso sessorigidofreddezza

E tu, in quale ferita ti riconosci? Qual è la maschera che senti di attivare come meccanismo di difesa? Quali sono gli arcani che senti più affini?

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Credit Immagine di Copertina: Dzhulbee / Canva

Laura Servidio
Laura Servidio

Amo sperimentare e condividere conoscenze e tecniche nell’ambito della ricerca interiore e della crescita personale.

Dopo aver lavorato per venticinque anni nell’editoria, mi sono dedicata a ciò che più mi appassiona mettendo a frutto le tante conoscenze accumulate in ambito olistico.

In particolare, mi sono concentrata sulla Numerologia che è la base per capire chi siamo e di quali codici siamo portatori.

La nostra data di nascita rappresenta un bagaglio personale e genealogico che tutti ci portiamo dietro: conoscerlo, attraverso l’analisi numerologica, aiuta ad auto osservarci e a modificare ciò che va cambiato nella nostra quotidianità.

Grazie al metodo della Matrice del Destino, si possono individuare i propri Talenti, lavorare sul flusso del Denaro, armonizzare la propria Relazione, individuare i blocchi e le memorie che limitano la propria esistenza, ritrovare il proprio benessere psico-fisico e molto altro ancora.

Con Carriera Vincente condivido la visione che sia possibile manifestare un lavoro appagante e proficuo che corrisponda alle nostre inclinazioni e metta in luce i nostri talenti. Scrivo quindi in questo spazio articoli sulla Numerologia, con un’angolazione insolita e particolare sulla sfera lavorativa. Mi occupo inoltre di fornire mappe numerologiche a chiunque desideri approfondire la tematica.

Category: IspirazioneNumerologia e Lavoro

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