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cristina colaninno

Intervista a Cristina Colaninno: la Prof Tecnologica che porta gioco e digitale a Scuola

Postato il 19 Giugno 2024 da Irene Aldieri

È con grande entusiasmo che vi presento l’intervista che ho fatto a Cristina Colaninno, un’insegnante innovativa e poliedrica che ha saputo integrare la tecnologia nel mondo dell’istruzione con passione e competenza.

Per questo motivo, mi sono permessa di coniarle l’epiteto (citando lei, “come direbbero quelli bravi”!) di Prof Tecnologica.

Cristina non è solo una professoressa, ma anche una figura dinamica nel campo delle relazioni istituzionali, collaborando anche con diverse associazioni.

Ambassador del Lazio per il prestigioso evento Digital Meet, Cristina ha realizzato iniziative decisamente all’avanguardia, che ci racconta nel corso dell’intervista.

Indizi: 🪶Poesie & Metaverso 👾

PERCHÈ DOVEVO ASSOLUTAMENTE INTERVISTARE CRISTINA COLANNINO!

Devo anzitutto raccontare come ci siamo conosciute: ci siamo incontrate pochissimo tempo fa perché Cristina era una relatrice alla tavola rotonda sul Digitale e Immaginazione, svoltasi a Roma il 31 maggio presso l’Associazione Il Valore del Femminile.

Quando l’evento è terminato, sono praticamente volata in direzione di Cristina e le ho detto: “Io ti devo assolutamente intervistare perché quello che hai raccontato lo devono conoscere tutti.”

Lei ha accettato con entusiasmo ed eccola qui a raccontarci la sua storia.

Fa l’insegnante dal 2006, quindi quasi da 20 anni. Mi ha colpito quando ha detto che ha sempre saputo cosa volesse fare nella vita, a differenza di molti di noi che intervisto anche in questo spazio, ma di come poi abbia creato una modalità di esercizio della sua professione decisamente poco ordinaria.

Mi ha richiamato alla memoria un momento preciso della mia storia professionale, in cui volevo lasciare una determinata strada e mi è stato chiesto:

“È proprio questo mestiere che vuoi lasciare oppure potrebbe esistere una modalità diversa per farlo, che ti potrebbe andare bene?”

Nel mio caso la risposta era la prima. Ma sono sicura che, per molte altre persone, quale che sia il mestiere, la risposta possa essere la seconda.

Ho quindi pensato di intervistare Cristina Colaninno anche per ispirare tutte queste persone nel cercare una modalità diversa per esprimersi attraverso la propria professione.

Questo lavoro mi appassiona molto e credo profondamente nel valore dell’insegnamento, perché il futuro sono i giovani.

Se non ci occupiamo di formare loro, non possiamo sperare in qualcosa di bello per il futuro.

Ecco il video integrale dell’intervista:

L’ELEMENTO LUDICO DAGLI ADULTI AI RAGAZZI

Cristina si è saputa organizzare bene anche con altri lavori che ha fatto nel corso del tempo, tra cui la formazione per adulti.

Si è così resa conto che nella formazione per gli adulti, diversamente da quella scolastica, si punta molto sul divertimento e sul coinvolgimento dell’adulto. Ha quindi pensato che questi approcci potessero essere portati anche in un contesto scolastico.

Implementando questi metodi, ha reso più piacevole anche per sé stare in aula perché, quando si può parlare con i ragazzi e occuparsi di un contenuto didattico e formativo, alimentando quello che quelli bravi chiamano il ‘dialogo educativo‘ con giochi, attività pratiche e un’anima digitale, queste cose sono sempre ben accolte. Sono fonte di scambio tra tutti, dall’insegnante ai ragazzi, dai ragazzi all’insegnante, e tra i ragazzi stessi.

Quando sei in una qualunque aula, non solo dai, ma anche apprendi da chiunque hai davanti.

Cristina insegna Italiano e Storia all’Istituto Tecnico Nautico di Roma, dedicando 18 ore settimanali a questa attività. Forma i piccoli marinai, per cui ovviamente le discipline letterarie e umanistiche non sono fra le loro priorità. Proprio per questo, la sfida di portarli a comprendere il senso, il valore e il peso della letteratura o della storia è ancora più importante.

COLORIAMO STRANALANDIA!

Cristina ha così iniziato il suo percorso professionale chiedendosi cosa avrebbe voluto ricevere come alunna. Ha applicato metodologie di apprendimento attivo, utilizzate nella formazione per adulti, per coinvolgere maggiormente i suoi studenti. Ha quindi adattato al contesto scolastico una serie di manuali di giochi, che usava per la formazione su comunicazione e negoziazione.

Una delle prime attività che ha introdotto è stata per spiegare la poesia attraverso il libro “Stranalandia” di Stefano Benni. Ha fatto colorare i suoi studenti. Anche colorare non è più una cosa che si fa alle scuole superiori. Hanno avuto la poesia stampata sulla fotocopia insieme all’animaletto da colorare e poi ha chiesto loro di scrivere una poesia o un racconto dedicato a un animale.

Questo semplice esercizio ha spalancato un mondo di creatività nei ragazzi. Non solo si sono aperti tantissimo, ma alcuni di loro hanno associato le loro famiglie a degli animali e hanno raccontato storie personali e dinamiche familiari.

A distanza di anni, un suo alunno le ha scritto non solo che non aveva mai smesso di scrivere, ma che aveva addirittura vinto un Concorso di Poesia! Incredibile come quel singolo episodio avesse avuto su di lui un impatto così significativo.

Gli insegnanti possono fare tantissimo la differenza. È il lavoro che ho scelto per questo motivo, perché è un modo alla portata di tutti, piccolo, ma per fare un po’ la differenza.

In un mondo in cui tante cose ti fanno sentire di non essere mai abbastanza incisivo, forse nelle piccole cose si può fare più che nelle grandi.

Questo episodio mi ha fatto riflettere su come la formazione per adulti sia molto più coinvolgente rispetto a quella scolastica. Anche quando l’ho ricevuta, ero molto più severa nel giudicare se i formatori sapessero motivarci, divertirci o coinvolgerci. Cosa che non facevo a scuola! E in più ho pensato che, pur avendo fatto il Liceo Classico, a scuola non mi hanno mai fatto scrivere neanche una poesia 😵

HAI DETTO… FANTACALCIO?

Per i suoi alunni del biennio, Cristina Colaninno ha provato a immaginare un fantacalcio fra… imperatori romani e condottieri barbari!

L’idea era di creare una sorta di competizione in cui ogni studente doveva schierare il proprio team e prepararsi per un’interrogazione finale. Questo sistema di “bonus e malus” era basato sulla conoscenza delle “performance” storiche degli imperatori e dei condottieri.

Per esempio, nel fantacalcio, i punti vengono assegnati in base alle prestazioni dei calciatori, e Cristina ha applicato lo stesso concetto agli imperatori romani. Chi aveva studiato in maniera più approfondita poteva assegnare i bonus e i malus in modo accurato, mentre chi aveva studiato superficialmente non riusciva a farlo correttamente.

Gli studenti hanno così iniziato a definire la “squadra ideale”. Ovviamente, Augusto era il “coach” perché aveva avviato l’impero, mentre gli imperatori del primo secolo potevano essere schierati in vari ruoli. Quelli del secondo secolo, che espandevano l’impero, dovevano essere tutti in attacco, mentre quelli che consolidavano e difendevano l’impero dovevano essere in difesa.

Utilizzando lo stesso criterio, hanno ragionato anche sui condottieri barbari.

SOCIAL MEDIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Con l’esplosione dei social media prima, e dell’Intelligenza Artificiale ora, Cristina poteva mai perdersi l’occasione di portare questi strumenti in aula?

Ad esempio, per spiegare l’allegoria nella Divina Commedia di Dante, ha chiesto agli studenti di utilizzare un’intelligenza artificiale generativa di immagini per creare allegorie ad esempio della scuola, dell’amore, della felicità.

Gli studenti dovevano essere in grado di dare istruzioni precise all’IA, il che richiedeva una comprensione profonda dell’allegoria. I risultati sono stati interessanti: si sono concentrati su allegorie legate alla loro scuola e al nautico, inserendo simboli significativi per loro.

Inoltre, per italiano, Cristina ha indicato una serie di influencer di letteratura e filosofia da seguire sui social media. L’idea è che, anche se i giovani usano molto la tecnologia per divertimento, gli algoritmi dei social media possono essere utilizzati per incoraggiare l’interesse per contenuti culturali.

Consigliare loro di seguire certi contenuti può fare in modo che l’algoritmo proponga loro materiali simili, trasformando così lo strumento digitale in un mezzo di costruzione del sapere.

Una critica che potrebbe essere mossa a questo metodo è quella di “abbassare il livello” della discussione e della preparazione. Cristina Colaninno specifica quindi che questo metodo dovrebbe essere visto come un’esca per coinvolgere gli studenti, permettendo loro di approfondire successivamente se lo desiderano. È importante che, come insegnanti e guide, offrano indicazioni in questo senso.

I suoi studenti continuano infatti a leggere e scrivere molto! La scrittura a mano è fondamentale perché collega l’emisfero destro e sinistro del cervello, un collegamento che il digitale non favorisce allo stesso modo. Gli studenti partono sempre dai testi, che restano la base di tutto il lavoro didattico.

Quando le ho chiesto se i suoi colleghi condividono queste metodologie, lei ha risposto di no, ma ha osservato una certa sensibilità verso i podcast, perché nascono dalla scrittura. Tuttavia, ha notato come spesso i ragazzi preferiscano lavorare con le immagini e farsi vedere piuttosto che creare contenuti solo audio.

IL FALLIMENTO COME ESPERIENZA FORMATIVA

Cristina non è solo un’insegnante innovativa, ma anche un’Ambassador della Rome Future Week, un evento che ha visto la realizzazione di 300 eventi nella Capitale in una sola settimana di settembre. Racconta con entusiasmo dell’evento “FuckUp Nights” presso l’Impact Hub. Questo format particolare vede la partecipazione di almeno tre speaker che raccontano i loro fallimenti.

Viviamo in una società che ci spinge a presentarci sempre come vincenti, ma chi ha una carriera di successo ha spesso fallito prima.

Mi ha colpito particolarmente il modo in cui Cristina valorizza l’importanza del fallimento come esperienza formativa, tanto che ci ha tenuto a condividere con noi il suo primo fallimento professionale, quando nel 2006 aveva avviato una cooperativa con l’obiettivo di realizzare progetti di turismo integrato.

Per sentire il racconto di questa esperienza, vai al minuto 18.30 del video

Questi fallimenti non sono qualcosa da dimenticare, ma da accettare come parte del percorso e da condividere per motivare gli altri.

A SPASSO NEL METAVERSO

L’esperienza della cooperativa fallita ha reso Cristina Colaninno decisamente molto abile nel muoversi all’interno delle istituzioni. Ha infatti fondato il brand chiamato CFC – Comunicazione Formazione Consulenza, che si occupa proprio di relazioni istituzionali.

Collabora inoltre con diverse associazioni ed è Ambassador per il Lazio del Digital Meet.

L’evento si svolge in location prestigiose come la sede di Facebook a Roma, sul tetto della Stazione Termini, e in altre location suggestive. Si tratta di un’occasione per porsi delle questioni sulle nuove tecnologie, su dove stiamo andando e su come queste possono essere utilizzate. Nella loro ultima edizione, una Spring Edition, hanno realizzato la prima mostra nel Metaverso e hanno raccontato dell’esperienza del primo reading di poesia, sempre nel Metaverso.

“È stato un evento che ha permesso di confrontarci con persone che hanno realmente fatto qualcosa, non solo parlando in maniera astratta,” ha detto Cristina, evidenziando l’importanza di raccontare esperienze concrete per imparare e migliorarsi.

LA RESPONSABILITÀ DI ESSERE IL CAMBIAMENTO

Alla domanda su dove trova l’energia per fare tutte queste cose, Cristina ha risposto con un mega sorriso, dicendo: “Penso che sia un dono di natura, sono una persona a cui piace molto fare e sono molto energica di mio,” ha detto. Ha ammesso che a volte ha dei momenti di crollo che si manifestano con un grosso mal di testa, ma è la motivazione e il lavorare con persone di cui ha stima che la tengono su.

L’intervista si è conclusa con un messaggio che Cristina tiene particolarmente a trasmettere ai ragazzi:

“Ognuno di noi deve prendersi la responsabilità di essere il cambiamento che vuole vedere nel mondo.”

È stato un piacere avere Cristina su Carriera Vincente, e siamo sicuri che il suo messaggio e la sua energia ispireranno molti. Giovani, e diversamente giovani 😃


Ringrazio tantissimo Cristina Colaninno per averci aperto un nuovo punto di vista su come portare avanti la propria carriera al passo con i tempi.

Sono sicura che i suoi spunti innovativi saranno preziosissimi spunti per molti insegnanti. E non solo per loro!

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Per trovare altra ispirazione e un pizzico di coraggio, ti invito a leggere le nostre Storie Vere, come ad esempio:

Dottor Aldo Brassetti. Carriera medica tra innovazione, dedizione ed empatia.

Valentina Viccaro. Un incontro tra chimica e natura.

Laura Servidio. 25 anni di giornalismo per approdare ad una carriera decisamente alternativa.

Irene Aldieri

Sono l’ideatrice di CarrieraVincente.it

Nata con un amore smisurato per le parole, l’ho declinato in una Laurea in Giurisprudenza e in tanti anni di professione in ambito comunicazione, marketing e vendite.

Ho poi conosciuto Google, e non ce ne è stato più per nessuno ⭐

Se vuoi saperne di più su di me, trovi la mia storia in questa pagina.

Category: Storie Vere

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