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gaslighting

Gaslighting: Significato Psicologico, con esempi sul posto di Lavoro

Postato il 24 Marzo 202524 Marzo 2025 da Elena Miele

In questo articolo approfondiamo, da un punto di vista psicologico, il fenomeno del gaslighting.

Analizziamo il suo significato, il profilo del gaslighter e lo schema che mette in atto. Forniamo inoltre degli esempi di come possa manifestarsi sul posto di lavoro, tra colleghi o da parte di un superiore.

Diamo infine delle indicazioni utili su come riconoscerlo e diamo dei piccoli accorgimenti per uscire da questa dinamica in autonomia.

Indice

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  • CHE COSA È IL GASLIGHTING?
  • PROFILO PSICOLOGICO DEL GASLIGHTER
  • LO SCHEMA 
  • COME CAPIRE SE SI È VITTIMA DI GASLIGHTING?
  • IL GASLIGHTING NEI RAPPORTI DI LAVORO
  • RIMEDI

CHE COSA È IL GASLIGHTING?

Il gaslighting è una manipolazione mentale maligna messa in atto da un individuo nei confronti di un altro individuo.

Essa è finalizzata a stabilire un controllo sulla vittima che viene scelta, creando un rapporto di subordinazione e dipendenza psicologica e fisica attraverso subdoli inganni e raggiri.

Il termine deriva dal film del 1944 intitolato proprio “Gaslighting” in cui il protagonista cerca di far impazzire la moglie modificando piccoli elementi dell’ambiente domestico. Quando la moglie nota il calo di intensità delle luce (“light” in inglese) e del gas, il marito la convince che si sta inventando tutto, portandola a dubitare di se stessa e delle sue percezioni.

PROFILO PSICOLOGICO DEL GASLIGHTER

Presentando a grandi linee un profilo psicologico del gaslighter, è possibile notare la presenza di diverse analogie con il narcisista; i punti che hanno in comune sono i seguenti:

  1. entrambi manipolano l’altro attraverso le bugie per raggiungere i propri scopi;
  2. entrambi risultano disinteressati a ciò che l’altro ha da dire;
  3. entrambi tendono a svalutare l’altro, a non dargli alcun credito oppure a minimizzare situazioni o sentimenti dell’altro.

Questo insieme di atteggiamenti provoca degli effetti devastanti sulla vittima, in particolare sulla sua autostima, sul suo senso di efficacia personale, sulla sua salute mentale.

Il gaslighter insinua nella vittima il dubbio sulle sue capacità e sulla percezione della realtà, facendole credere di avere allucinazioni o di essersi inventata fatti che non sono realmente accaduti. La vittima comincia gradualmente a perdere fiducia in se stessa e nei suoi sentimenti, la cui conseguenza è un attaccamento morboso nei confronti del suo carnefice.

LO SCHEMA 

Per garantire l’efficacia della manipolazione, il gaslighter utilizza uno schema semplice ma ben strutturato. Esso è suddiviso in tre fasi:

  1. Alterazione della comunicazione. In questa fase, l’abile manipolatore si impegna a creare confusione nella mente della vittima mediante un gioco subdolo di messaggi contrastanti. Ad esempio, sul posto di lavoro un superiore o un collega che dà appositamente delle indicazioni ambigue e colpevolizza la vittima delle conseguenze sbagliate derivanti dall’aver seguito quelle stesse indicazioni!
  2. Fase della difesa. La vittima è ancora cosciente, perciò ricerca un confronto con il manipolatore. Ha l’illusione di riuscire a fargli cambiare idea o di far valere le proprie ragioni.
  3. Stato di depressione. In questa ultima fase il manipolatore ha ottenuto un controllo completo sulla sua vittima. Quest’ultima accetta passivamente ogni affermazione del suo carnefice. In questo stadio la violenza psicologica raggiunge l’apice, trasformandosi in un ciclo ossessivo e cronico. In alcuni casi estremi, la vittima arriva a percepire il suo carnefice come un salvatore.

COME CAPIRE SE SI È VITTIMA DI GASLIGHTING?

Capire di essere una vittima di gaslighting è davvero difficile. Tuttavia esistono dei segnali che fanno suonare il campanello d’allarme. Ad esempio, la vittima:

  • sviluppa un senso di insicurezza che intacca il suo sistema di credenze e convinzioni;
  • sperimenta il senso di inadeguatezza, in particolar modo nelle circostanze che vive con il suo carnefice;
  • comincia a dubitare fortemente delle informazioni che acquisisce tramite i suoi sensi e del suo processo di elaborazione delle informazioni sensoriali.

Questo si verifica perché il gaslighter nega le evidenze: è talmente convincente da far credere alla vittima che alcune cose esistono solo nella sua testa!

La conclusione più logica è che la vittima si isolerà dall’ambiente circostante e si attaccherà al suo carnefice per ricevere le approvazioni e gli apprezzamenti di cui ha bisogno.

IL GASLIGHTING NEI RAPPORTI DI LAVORO

Il gaslighting è una forma di violenza che si può verificare non solo nelle relazioni amorose ma anche nei rapporti di lavoro.

In questi casi il gaslighter può essere un collega alla pari oppure un superiore; egli mette in atto delle strategie manipolative nei confronti di una persona designata come vittima, al fine di minare la sua autostima e di farla dubitare di se stessa, creando malessere, forte stress ed ansia in chi subisce.

Come si riconosce il gaslighting?

È possibile individuare nello specifico una serie di azioni concrete messe in atto dal gaslighter nell’ambito lavorativo:

  1. Negazione delle proprie azioni: un collega o un superiore nega di aver detto o fatto qualcosa nonostante fossero presenti dei testimoni
  2. Contraddizioni intenzionali: un collega o un superiore dà appositamente delle indicazioni contraddittorie, per poi negare e far dubitare la vittima della sua memoria.
  3. Minimizzazione di questioni importanti: un superiore o un collega toglie importanza a questioni rilevanti accusando la vittima di essere esagerata. Può arrivare anche a negare l’esistenza di un problema reale.
  4. Critica continua: un collega o un superiore critica e sminuisce il lavoro della vittima, anche se di ottima qualità.
  5. Svalutazione dei pensieri e delle opinioni: un collega o un superiore ridimensiona i pensieri della vittima o non prende in considerazione le sue idee, facendola sentire inutile.
  6. Manipolazione delle relazioni: un collega o un superiore cerca di isolare la vittima, facendo circolare delle voci false su di lei.
  7. Proiezione di colpe: un collega o un superiore incolpa la vittima per i propri errori.

RIMEDI

Come si risponde al gaslighting? In una circostanza come questa è molto importante fidarsi del proprio istinto e delle proprie sensazioni fisiche, poiché non esistono test psicometrici che diagnosticano tale “disturbo”.

È davvero complesso accorgersi di star subendo una manipolazione psicologica, ma è possibile.

Innanzitutto, quando si ha il sospetto di star vivendo una situazione di disagio in presenza di una particolare persona, è necessario prendere le distanze. Il distanziamento fisico è fondamentale per poter riflettere e comprendere bene le sensazioni esperite senza alcuna influenza o condizionamento esterno.

Prendersi il proprio tempo per ascoltarsi è il primo passo per ricostruire la propria sicurezza, e, di conseguenza, anche la fiducia in se stessi.

Il passo successivo è circondarsi di persone supportive, che danno dei riscontri positivi soprattutto riguardo alle proprie percezioni.

In casi estremi sarebbe opportuno cambiare il proprio ambiente di lavoro per non rischiare di sviluppare il burnout.

Seguendo questi piccoli (ma fondamentali) accorgimenti è possibile liberarsi dai raggiri e dagli inganni del carnefice e riprendere in mano la propria vita.

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Disclaimer: Gli articoli di psicologia presenti su questo sito hanno uno scopo puramente divulgativo e informativo. Le informazioni fornite non intendono sostituire il parere professionale, le diagnosi o i trattamenti forniti da uno psicologo o da altri professionisti del settore. Si consiglia vivamente di consultare uno psicologo o un professionista qualificato per qualsiasi questione relativa alla salute mentale o al benessere psicologico. L’autore e il proprietario del sito declinano ogni responsabilità per eventuali conseguenze derivanti dall’uso delle informazioni fornite negli articoli.

Credit Immagine di Copertina: Africa images / Canva

Elena Miele
Elena Miele

Sono laureata in psicologia. Ho cominciato il mio cammino introspettivo molto presto, spinta dal desiderio di evolvermi ed essere una persona migliore. E’ il motivo per cui ho scelto di abbracciare questa professione. Credo fortemente nell’importanza di raggiungere il proprio benessere a partire dal posto di lavoro, luogo in cui trascorriamo molte ore della nostra giornata. Amo viaggiare e leggere; sono due passioni che mi hanno acceso la curiosità verso la conoscenza. Attualmente collaboro con una importante organizzazione no profit e con un’associazione operativa su tutto il territorio nazionale.

Category: BenessereGestione Team

4 commenti on “Gaslighting: Significato Psicologico, con esempi sul posto di Lavoro”

  1. C. S. ha detto:
    9 Febbraio 2024 alle 11:20

    L’argomento è interessante nonché’ piuttosto attuale purtroppo . Il fenomeno è sempre esistito ma oggi è sicuramente più crudo e più accentuato ed inoltre se ne parla molto poco.
    Complimenti in quanto trattato in modo analitico .

  2. Elena Miele ha detto:
    9 Febbraio 2024 alle 16:15

    La ringrazio per il commento positivo. Sicuramente gli articoli che scrivo mirano a sensibilizzare l’utente circa determinati argomenti che sono per la maggior parte poco conosciuti.

    Servono a dare uno spunto di riflessione su dinamiche che si possono verificare nell’ambiente lavorativo.

    Poiché, però, sono puramente informativi, è bene consultare uno specialista della salute mentale per affrontare eventuali dubbi o supposizioni.

  3. Grace ha detto:
    11 Febbraio 2024 alle 13:35

    L’articolo getta una luce informativa interessante su un fenomeno che soprattutto nei rapporti di lavoro non è così poco diffuso.

    Al di là del termine inglese “gaslighting”, questo sì poco noto, la conoscenza aiuta ad acquisire consapevolezza ed a mettere in campo auspicabilmente azioni per superare forme di manipolazione

  4. Elena Miele ha detto:
    12 Febbraio 2024 alle 11:31

    Ha colto esattamente la mia intenzione nello scrivere questo articolo. E’ un fenomeno del quale non abbiamo ancora una conoscenza approfondita, tuttavia è sempre più diffuso e preoccupante.

    Con la speranza di riuscire soprattutto a sensibilizzare i lettori sul tema e di poterli guidare verso una maggiore presa di coscienza….

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