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Intervista a Leonardo Contini, appassionato Curatore d’Arte

Postato il 28 Agosto 202428 Agosto 2024 da Irene Aldieri

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Leonardo Contini, un giovane curatore d’arte che ha già moltissime cose da raccontare.

L’ho voluto incontrare perché è ora visibile nella Capitale una mostra curata da lui e siamo partiti proprio da qui per esplorare il dietro le quinte non solo del suo lavoro, ma in generale del mondo dell’arte.

La conversazione è stata poi costantemente arricchita da un interessante spaccato sulla diversa percezione di questo settore nei Paesi in cui Leonardo ha viaggiato.

PARK EUN SUN E LE COLONNE INFINITE

Leonardo Contini, che ha solo 23 anni, ha già curato una mostra di grande rilevanza a Roma, una città che da sempre dialoga con la storia attraverso le sue opere d’arte: la mostra di Park Eun Sun, un artista di fama internazionale proveniente dalla Corea del Sud, ma che vive in Italia da oltre 30 anni.

Questa esposizione è stata organizzata in occasione dei 140 anni di rapporti bilaterali tra Italia e Corea del Sud, un legame che dura praticamente dall’unificazione del nostro Paese.

La mostra, intitolata “Colonne Infinite,” si articola in tre luoghi simbolici del centro storico di Roma: Piazza della Bocca della Verità, il Parco Archeologico del Colosseo, con opere esposte al Septizodium e al Tempio di Venere, ai piedi dell’Arco di Tito.

La mostra sarà visitabile fino al 30 settembre 2024, quindi c’è ancora tempo per chi non l’ha vista.

Ecco il video integrale dell’intervista:

IL DIETRO LE QUINTE DI UNA MOSTRA

Durante l’intervista, ho chiesto a Leonardo Contini di raccontarci cosa si cela dietro l’allestimento di una mostra e lui ha subito chiarito che il processo che porta alla realizzazione di una mostra può essere estremamente complesso e, talvolta, persino scoraggiante, specialmente a causa di tutte le trafile burocratiche.

Ci sono momenti in cui ti chiedi se ne valga davvero la pena.

Ma alla fine è l’idea del prodotto finale e il desiderio di vedere un’opera d’arte collocata nel luogo giusto a spingere avanti il lavoro, ripagando tutte le fatiche.

Ogni mostra nasce in modo diverso, da iniziative personali o, come in questo caso, da un progetto con un significato celebrativo e nazionale. Ogni mostra ha una propria sfumatura e proprie peculiarità, ed è quasi impossibile che una sia simile all’altra.

COME RELAZIONARSI AD UN GRANDE ARTISTA?

Curiosa di sapere come un giovane come lui si relazioni con un maestro come Park Eun Sun, gli ho chiesto se la differenza di età e di esperienza potesse creare soggezione. Leonardo mi ha risposto con sincerità, raccontandomi che, grazie alla sua famiglia, è stato abituato fin da piccolo ad avere a che fare con artisti.

Quando cresci e prendi coscienza di chi hai davanti, capisci che la persona che ti teneva in braccio da piccolo si chiama Fernando… e di cognome fa Botero.

Leonardo è infatti cresciuto respirando arte, grazie all’attività di famiglia, la Galleria Contini, presente a Venezia e a Cortina.

La sua esperienza familiare lo ha aiutato a sviluppare molto presto questa professionalità, insieme ad uno spaccato senso di maturità.

Gli artisti spesso sono come bambini, nel senso più puro e capriccioso del termine. E proprio questa dualità, unita alla stima reciproca, permette di trovare un punto d’incontro e di fare insieme un ottimo lavoro, intervenendo da angolazioni diverse in vista di un obiettivo finale comune.

IL RAPPORTO CON LA FAMIGLIA E LA GALLERIA CONTINI

Durante la conversazione, ho chiesto a Leonardo Contini se, considerando quanto la sua famiglia abbia influenzato la sua carriera, avesse mai pensato di fare un lavoro diverso. Leonardo ha risposto con una sincera risata, confessando che questa domanda se la pone “tutti i giorni”.

Tuttavia, ha chiarito che, pur lavorando all’interno delle attività familiari, molte delle sue iniziative nascono da stimoli esterni e coltiva anche progetti personali. Mi ha raccontato, ad esempio, di un periodo trascorso in Uruguay, dove ha lavorato come consulente per il famoso scultore Pablo Atchugarry, letteralmente dall’altra parte del mondo rispetto alla Galleria di famiglia.

Quello che davvero conta è la sua passione per l’arte, che rimane il punto centrale della sua vita.

Una volta che ti avvicini all’arte, è impossibile allontanarti!

Un qualcosa che lui ha imparato molto presto. L’ambiente in cui è cresciuto ha trovato del terreno fertile sia in lui che in suo fratello che, pur non lavorando direttamente nell’arte, ha sviluppato una sensibilità artistica e creativa, declinata in una linea di gioielli. La famiglia è stata quindi un forte stimolo, che ha permesso a entrambi di esplorare le proprie inclinazioni.

Leonardo ha anche però ammesso che, quando riesce a portare a termine qualcosa in modo indipendente dall’attività di famiglia, “ha un sapore diverso”.

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LE RELAZIONI CON I COETANEI

Ho chiesto a Leonardo Contini come si relaziona con i suoi coetanei, dato il suo coinvolgimento in un mondo spesso popolato da persone più grandi e con esperienze molto diverse. Leonardo ha spiegato che, per la natura del suo lavoro, passa gran parte delle sue giornate con persone molto più grandi di lui, con le quali spesso deve confrontarsi “alla pari”.

Tuttavia, Leonardo cerca attivamente la compagnia dei suoi coetanei, specialmente di quelli che lavorano in settori a lui sconosciuti. Trova stimolante poter apprendere da loro, mentre condivide la propria esperienza nel mondo dell’arte. Un esempio recente è stata una vacanza in Sicilia, durante la quale ha portato la sua comitiva a visitare la mostra dedicata a Igor Mitoraj, e ha colto l’opportunità per accompagnare un gruppo di amici enologi in un tour di cantine sull’Etna.

In questo modo, lui ha imparato dai suoi amici esperti di vini, mentre loro si lasciavano affascinare dalle opere di Mitoraj.

LA PERCEZIONE DELL’ARTE IN ITALIA E NEL MONDO

Abbiamo riflettuto sulle differenze tra l’approccio all’arte in Italia e all’estero. Pur non condividendo la mia percezione che l’arte sia “messa da parte” in Italia, Leonardo mi ha raccontato alcune differenze rispetto ai Paesi in cui è stato.

Ha vissuto in paesi come l’Inghilterra, la Svizzera, l’Uruguay e gli Stati Uniti, notando che, ad esempio, in Uruguay c’è una grande fame di arte, ma anche una significativa carenza di essa. In un paese come questo, una fondazione come quella di Pablo Atchugarry, che porta artisti internazionali come Christo e Torres García, rappresenta un patrimonio inestimabile, accolto con enorme entusiasmo dalla popolazione locale.

A New York, invece, Leonardo ha notato un sistema dell’arte molto più strutturato, in cui gallerie, artisti, curatori e musei privati collaborano in modo più integrato rispetto all’Italia. In Italia, sebbene esistano grandi istituzioni e privati che fanno un lavoro meraviglioso, il sistema sembra meno coordinato, quasi come se ogni entità fosse un “faro” che brilla autonomamente, senza un’interazione serrata con le altre.

Leonardo ha riconosciuto che questo approccio più spontaneo degli italiani è al tempo stesso una forza e una debolezza. Mentre in America si costruiscono “castelli incredibili” per realizzare progetti artistici, in Italia si può ottenere lo stesso risultato con un’improvvisazione che è quasi naturale. Il mondo dell’arte assume accezioni diverse a seconda del contesto culturale, e questa diversità è parte del suo fascino.

MAMMA, VOGLIO FARE L’ARTISTA!

“Torno a casa e dico a mia mamma che voglio fare l’artista. A una mamma italiana mediamente prende una specie di colpo?”

Leonardo ha evidenziato come questa reazione non sia tipica di una zona geografica, ma piuttosto dipenda dall’attitudine della famiglia.

Lui è cresciuto vicino ad artisti di tutto il mondo: cubani, americani, coreani, polacchi, francesi… e in molti casi, venivano presi a ciabattate dalle madri quando dicevano che volevano fare gli artisti. Altri, invece, venivano supportati.

Quindi il sostegno familiare può si fare la differenza nel percorso di un artista, ma non dipende dalla provenienza geografica.

Leonardo ci ha così condiviso un aneddoto su Picasso, ricordando come la madre del celebre pittore gli avesse detto:

Se tu fossi diventato prete, saresti diventato Papa. Se avessi fatto il militare, saresti diventato generale. Io ho fatto l’artista e sono diventato Picasso.

I CONSIGLI DI LEONARDO CONTINI A CHI VUOLE LAVORARE NELL’ARTE

Quando ho chiesto a Leonardo quale consiglio darebbe a un giovane che vuole intraprendere la carriera di curatore d’arte, ha risposto che siamo circondati da strumenti incredibili. YouTube, ad esempio, è uno strumento di ricerca straordinario per chi vuole approfondire il sistema dell’arte.

Leonardo ha inoltre sottolineato l’importanza di un’esperienza diretta: non bisogna mai essere sazi di arte, bisogna andare a vedere le mostre, comprendere la differenza tra una galleria, una fondazione, una casa d’aste e un museo. Grande parte della conoscenza ha origini empiriche. Ne sono un esempio i suoi genitori, che avevano background differenti prima di iniziare questa attività.

Bisogna inoltre aver ben presente che lavorare nell’arte non vuol dire solo lavorare con opere d’arte tutto il giorno, “forme, colori e farfalle che volano”. Ci sono anche componenti  burocratiche, giuridiche, fiscali, che richiedono competenze specifiche.

E cosa può sognare – lavorativamente – un ragazzo che a 23 anni ha appena curato una mostra al Parco del Colosseo?

Il mio sogno nel cassetto forse è riuscire a mantenere questo senso di sorpresa rispetto a me stesso, poter continuare a fare questo tipo di lavoro.


Ringrazio tantissimo Leonardo Contini per averci condiviso uno spaccato reale del mondo dell’arte, percepito come lontano da molti non addetti ai lavori.

Sono sicura che la sua condivisione aiuterà chi di noi vuole entrare in un settore considerato difficile e ha solo bisogno di un pizzico di coraggio per lanciarsi!

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Irene Aldieri

Sono l’ideatrice di CarrieraVincente.it

Nata con un amore smisurato per le parole, l’ho declinato in una Laurea in Giurisprudenza e in tanti anni di professione in ambito comunicazione, marketing e vendite.

Ho poi conosciuto Google, e non ce ne è stato più per nessuno ⭐

Se vuoi saperne di più su di me, trovi la mia storia in questa pagina.

Category: Storie Vere

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