La prossemica può rivelarci importanti informazioni sul tipo di rapporto esistente tra due persone.
Avverti anche tu fastidio quando la persona dopo di te in fila alla cassa del supermercato ti si appiccica alle costole?
Eppure, ancor più vicino a te, c’è il tuo partner, che accogli volentieri.
Scopriamo insieme questo meccanismo e come sfruttarlo per rendere efficace la nostra comunicazione, anche con esempi pratici.
CHI PARLA DI PROSSEMICA? DEFINIZIONE ED ETIMOLOGIA
Cosa si intende con il termine prossemica? Questa parola è stata coniata nel 1963 dall’antropologo Edward T. Hall, per indicare lo studio dello spazio e della distanza interpersonale.
La sua etimologia si può far risalire al latino proximitas, che attraverso il francese proximité è arrivato all’inglese proximity.
Questo termine, unito al suffisso -emic/-ics, che indica una disciplina di studio a sua volta derivato dal suffisso aggettivale greco -ikos, ha dato vita a proxemics, l’esatta traduzione di prossemica.
A quale tipo di comunicazione appartiene prossemica? La prossemica si inserisce nella comunicazione non verbale e in particolare nell’analisi del linguaggio del corpo, e può dare informazioni molto importanti sul tipo di rapporto che esiste tra due persone.
Per comprendere meglio, pensa a questo:
Quando una persona che non conosci si avvicina troppo, ti senti a disagio e magari ti viene spontaneo difenderti?
QUALI SONO LE ZONE PROSSEMICHE?
Immagina di spostarti portando con te una parte di spazio, suddivisa in aree concentriche.
All’interno del più vicino a te farai entrare le persone con che senti a te più vicine, mentre gli altri saranno relegati alle zone più esterne.
Le zone, partendo dalla più vicina fino ad arrivare a quella più lontana, sono:
- Zona Intima
- Zona Personale
- Zona Sociale
- Zona Pubblica
ZONA INTIMA O AREA CONFIDENZIALE
La zona intima è una distanza ravvicinata,
fra 0 e o,5 metri circa
in cui facciamo entrare solo le persone con cui abbiamo moltissima confidenza.
Ci si può toccare, abbracciare, parlare sotto voce, sentire l’odore dell’altro, notare i più piccoli particolare del viso di chi abbiamo davanti.
Quanto fastidio ti dà se, anche per sbaglio, qualcuno che non conosci ti sfiora il braccio, magari sull’autobus?
AREA PERSONALE O TERRITORIO PER CONOSCENTI
Nell’area personale, la distanza è
fra 0,5 e 1 metro circa
Possiamo continuare a toccare l’altro e ad averlo vicino, ma non “appiccicato”. Non ne sentiamo più l’odore, non ne vediamo più i dettagli, il tono di voce si alza leggermente.
Per avere un’idea visiva, è quella zona di confine in cui riesci a fare una stretta di mano.
Ai fini di una corretta comunicazione, è importante osservare cosa succede se la valichiamo. L’altra persona potrebbe non mostrare fastidio, e quindi sta accettando di accorciare le distanze, oppure potrebbe irrigidirsi e chiudersi a riccio. In quel caso, per non compromettere la relazione fai un passo indietro e ripristina la giusta distanza 😉

ZONA SOCIALE O AREA DELLE RELAZIONI PROFESSIONALI
La zona sociale è una distanza che varia
fra 1 e circa 4 metri
ed è quella più frequente tra colleghi di lavoro, che ci fa sentire a nostro agio durante incontri formali o occasionali.
Anche se non ne siamo consapevoli a livello razionale, solitamente regoliamo la nostra distanza sociale in funzione del nostro status.
Più distanza = più potere: non è una legge matematica ma è altamente probabile che si verifichi.
ZONA PUBBLICA
La zona pubblica è quella con la massima distanza,
oltre 4 metri
La teniamo in situazioni pubbliche ufficiali, come comizi, concerti, spettacoli teatrali.
Di solito enfatizziamo i movimenti e alziamo la voce.
LA PROSSEMICA NELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE
Le zone appena descritte non hanno confini rigidi, anche tra una stessa coppia di individui. Ad esempio, in ambito lavorativo eliminare le distanze significa riconoscere e accettare l’altro come più prossimo a noi. Se invece tendiamo a forzare la mano, rischiamo di ottenere l’effetto contrario, portando l’altro a respingerci verso una zona ancor più lontana.
Le distanze e le zone possono essere anche molto soggettive. Una persona introversa potrebbe tendere a voler mantenere maggiormente le distanze rispetto ad una persona estroversa, così come una persona cinestesica potrebbe invece preferire far entrare l’altro in una zona più intima per comunicarci meglio.
Quanto cerchiamo di comunicare con qualcuno, è fondamentale capire quale sia la giusta distanza da rispettare, evitando di dare per scontato che la nostra concezione dello spazio sia la stessa anche dell’altra persona.
ESEMPI DI PROSSEMICA
Come ci comportiamo quando il nostro spazio viene invaso? Vediamo alcuni esempi.
- In mezzo alla gente. Da romana, penso a una passeggiata a Via del Corso sotto Natale. Le altre persone sono percepite come oggetti fastidiosi, che se mi camminano troppo vicino mi irritano. Credo che la mia zona intima sia più estesa di quella della media delle persone 😅 Pensiamo anche ad un concerto o ad una manifestazione: lì potremmo percepire meno fastidio, anche se stiamo sempre in mezzo ad estranei, se stiamo sentendo di condividere una stessa emozione.
- Ristorante. Io sono una di quelle persone che chiede il tavolo più isolato e intimo possibile 😌 Tavoli troppo vicini potrebbero far sentire le persone meno a loro agio. Mi piace poi osservare la disposizione delle sedie attorno ad un tavolo, che può indicare il livello di intimità o formalità tra i partecipanti.
- Sui mezzi pubblici. Specie durante l’orario di punta, cerchiamo di ritagliarci il nostro angolino, magari in metro, cercando di non toccare nessuno, e soprattutto di non farci toccare. Se per sbaglio sfioriamo qualcuno, subito chiediamo scusa, o se qualcuno ci tocca, ci irrigidiamo subito.
- In ascensore. Si tratta di una delle situazioni più imbarazzanti in assoluto, in cui i secondi che ci dividono dal nostro piano sembrano ore interminabili.
- In treno. Se abbiamo possibilità di scelta, saremo più o meno aperti all’arrivo dell’altro, e questo si osserva facilmente dalla nostra postura, dal nostro sguardo, da dove abbiamo appoggiato la giacca.
- In ufficio. Se le scrivanie sono molto vicine, potrebbe esserci una sensazione di invasione dello spazio personale. Oppure, la disposizione delle sedie in una sala riunioni può influenzare il grado di intimità e collaborazione durante una discussione.
- Negozi. La prossemica è influenzata dagli spazi tra gli scaffali e i corridoi nei negozi. Un ambiente troppo affollato potrebbe far sentire le persone a disagio. La distanza tra un cliente e un commesso durante un’interazione può riflettere la natura della relazione commerciale, quindi chi si occupa di vendita deve prestare molta attenzione.
LA PROSSEMICA NELLE DIVERSE CULTURE
La prossemica varia significativamente tra le diverse culture, riflettendo le norme sociali e le tradizioni specifiche di ciascuna comunità.
Rimanendo solamente in Italia, pensiamo alle differenze esistenti nell’approccio e nel contatto fisico tra il Nord e il Sud: Alessandro Siani e Claudio Bisio ti dicono niente?
Tendenzialmente, nei Paesi anche climaticamente caldi, come il Nord Africa o il Sud America, regna la cultura dell’aderenza: pensiamo ai bazar, ai mercati pieni di negozi e spezie di ogni tipo: le strade sono molto affollate, la prossemica è ridotta, le persone sono abituate a stare vicine e a toccarsi. Al contrario, nei paesi più freddi, c’è più distanza e l’abitudine a non entrare in contatto.
I modelli prossemici possono essere influenzati anche dal sesso delle persone. Le donne sono più abituate a parlottare vicine, toccarsi, interagire. Gli uomini invece tendono a stare più lontani l’uno dall’altro.
In conclusione, la consapevolezza della prossemica è fondamentale per stabilire relazioni interpersonali positive, evitare fraintendimenti e promuovere una comunicazione efficace e rispettosa.
Comprendere come gli altri utilizzano lo spazio durante le interazioni può fare la differenza tra una comunicazione fluida e una che può portare a incomprensioni o tensioni.
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Sono l’ideatrice di CarrieraVincente.it
Nata con un amore smisurato per le parole, l’ho declinato in una Laurea in Giurisprudenza e in tanti anni di professione in ambito comunicazione, marketing e vendite.
Ho poi conosciuto Google, e non ce ne è stato più per nessuno ⭐
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