Il più delle volte siamo in buonissima fede ma, nel relazionarci con l’altro, mettiamo in campo delle vere e proprie barriere della comunicazione.
Anche in ambito lavorativo, queste diventano degli enormi ostacoli che siamo noi stessi a creare!
In questo articolo ti spieghiamo quali sono le 12 barriere della comunicazione e come fare per riconoscerle ed evitare che ti creino qualche inconveniente di troppo.
LE 12 BARRIERE DELLA COMUNICAZIONE DI THOMAS GORDON
Le barriere della comunicazione sono atteggiamenti che mettiamo spesso in atto e sono caratterizzati dall’assenza di ascolto dell’altro, nel quale generano allontanamento e chiusura. Interferiscono quindi negativamente con la comunicazione e vanno evitate il più possibile.
Queste vengono codificate da Thomas Gordon nel libro Insegnanti Efficaci (”T.E.T. Teacher Effectiveness Training”), pubblicato nel 1974 e ancora oggi estremamente attuale. Lo puoi acquistare sul Giardino dei Libri e te lo consiglio specialmente se svolgi questa professione.
Per uno spunto più recente, ti consiglio di leggere l’intervista che ho fatto a Cristina Colaninno, la Prof Tecnologica che ci ha raccontato il suo metodo innovativo per creare coinvolgimento nei suoi alunni.
Io ho preferito affrontare l’argomento delle barriere della comunicazione leggendo un altro testo di Gordon, maggiormente focalizzato sulla leadership e sull’ambito lavorativo. Si tratta di Leader Efficaci: Essere una guida responsabile favorendo la partecipazione (Partenze… per educare alla pace), che puoi trovare anche in questo caso sul Giardino dei Libri.
COSA BLOCCA LA COMUNICAZIONE NELLA LEADERSHIP?
Thomas Gordon in questi testi, grazie anche alla descrizione di esempi specifici, elenca le 12 barriere alla comunicazione che costituiscono il “linguaggio del rifiuto” e impediscono una vera connessione con l’altro.
Secondo l’autore, prevenire o minimizzare gli equivoci nella comunicazione sarebbe già una ragione sufficiente per i leader (di qualunque tipo: responsabili, manager, insegnanti, genitori) di sforzarsi per praticare sempre più empatia e ascolto attivo. Ma vi è dell’altro.
Un clima in cui una persona possa spesso sentirsi empaticamente compresa consente la sua crescita. Ciò si verifica perché questo clima facilita il problem solving, che porta a una maggiore soddisfazione dei bisogni. Quando infatti le persone risolvono i problemi e soddisfano i propri bisogni, sono liberi di scalare la piramide di Maslow verso i bisogni di livello superiore, scoprendo nuovi modi di raggiungere il successo.
Non è forse questo ciò che dovremmo far emergere in ogni collaboratore e che rientra tra le caratteristiche di un leader di successo?
QUALI SONO LE BARRIERE DELLA COMUNICAZIONE?
In netto contrasto con una buona dose di empatia e con l’ascolto attivo, le barriere della comunicazione tipicamente comunicano il desiderio o l’intenzione dell’ascoltatore di cambiare l’altro: un bisogno di dirigere il suo comportamento o di influenzarlo a comportarsi diversamente. Vediamole tutte e 12, riportando anche esempi tratti dal testo di Gordon.
1. DARE ORDINI, COMANDARE, ESIGERE
In questa modalità comunicativa si usano frasi come:
- Devi fare questo.
- Non puoi fare questo.
- Mi aspetto che tu faccia questo.
- Smettila.
- Vai a scusarti.
Chi parla giudica i sentimenti, i pensieri e le azioni dell’interlocutore, creando un’asimmetria nella comunicazione. Chi pronuncia queste parole lascia così presumere di sapere cosa sia meglio per l’altro, generando spesso in lui rabbia, ribellione e resistenza, e facendolo sentire inadeguato e frustrato nell’affrontare una situazione in cui gli viene imposto ciò che deve fare.
2. MINACCIARE, AVVERTIRE, METTERE IN GUARDIA
Pensiamo a come ci sentiamo quando ci vengono rivolte minacce e avvertimenti, come ad esempio:
- Faresti meglio a fare questo, altrimenti…
- Se non fai questo, allora…
- Sarebbe meglio che non ci provassi.
- Ti avverto, se lo fai…
Queste frasi suscitano spesso sentimenti di ostilità, rabbia e ribellione, nonché di paura e sottomissione. La punizione, in generale, è poco produttiva poiché non gratifica e può minare la comunicazione. È difficile instaurare un dialogo efficace con una persona che si sente umiliata o intimorita a causa di minacce o avvertimenti!
3. MORALIZZARE, RIMPROVERARE, FARE LA PREDICA
A tutti noi saranno state rivolte frasi moralizzanti, rimproveranti e dal tono di “predica”, come ad esempio:
- Dovresti fare questo.
- Devi provarci.
- È una tua responsabilità farlo.
- È tuo dovere farlo.
- Vorrei che lo facessi.
- Ti esorto a farlo.
Questi messaggi costringono la persona a sottostare al potere delle idee e dei valori dell’altro, comunicando al contempo una mancanza di fiducia nella sua responsabilità e nelle sue scelte. Queste frasi possono provocare sensi di colpa, chiusura, ribellione e potrebbero far sentire manipolati.
4. OFFRIRE SOLUZIONI, CONSIGLI
Queste frasi potrebbero essere animate dalle migliori intenzioni:
- Ciò che penso dovresti fare è…
- Ti suggerisco…
- Sarebbe meglio per te se…
- Perché non assumi un altro atteggiamento?
- La soluzione migliore è…
Offrire soluzioni e consigli richiede in realtà moltissima attenzione, poiché può trasmettere un messaggio di superiorità intellettuale ed emotiva che blocca il dialogo. Frasi come queste tendono a fornire soluzioni senza tenere conto delle prospettive e delle esigenze dell’interlocutore, mettendo in dubbio la capacità dell’interlocutore di prendere decisioni a proprio vantaggio, e creando un ostacolo alla comprensione reciproca.
5. ARGOMENTARE, REDARGUIRE
Frasi che tendono ad argomentare e redarguire potrebbero essere:
- Devi capire che…
- I fatti dicono che…
- Ti dico io come stanno i fatti.
- Ecco la strada giusta.
- L’esperienza ci dice che…
Queste espressioni possono provocare reazioni difensive e contro-argomentazioni da parte dell’ascoltatore. Anche interrompere la persona mentre parla è un comportamento che esprime mancanza totale di ascolto e di comprensione, anche se si crede di sapere cosa l’altro vuole comunicare o si ha fretta di rispondere.
6. GIUDICARE, VALUTARE, CRITICARE
È facile capire come certe frasi ostacolino qualsivoglia comunicazione:
- Ti stai comportando da stupido.
- Non stai pensando nel modo giusto.
- Sei presuntuoso.
- Non l’hai fatto bene.
- Stai sbagliando.
- È una cosa stupida da dire.
Questi messaggi possono far sentire l’altro svalutato, causare rabbia e, a lungo termine, danneggiare l’autostima. Giudicare qualcuno può indurlo a nascondere i propri pensieri e il proprio sentire, chiudendo ogni canale autentico di comunicazione.
7. BARRIERE DELLA COMUNICAZIONE DIFFICILMENTE RICONOSCIBILI: APPREZZAMENTI E COMPIACIMENTO
Questa barriera è spesso difficile da individuare. Pensiamo a frasi come:
- Di solito sei molto più giudizioso.
- Sei intelligente.
- Non hai molte potenzialità.
- Hai fatto un po’ di progressi.
- L’hai sempre fatto nel passato.
Sebbene possano sembrare manifestazioni di stima e fiducia, questi apprezzamenti implicitamente contengono l’idea che altre scelte sarebbero state giudicate sbagliate o inadeguate. Questo atteggiamento può apparire manipolatorio e paternalistico, inducendo l’interlocutore a sentirsi sotto aspettative che possono risultare ansiose. Ad esempio, quando si dice “Bravo, hai fatto bene,” si comunica implicitamente che altre scelte sarebbero state disapprovate, creando un ostacolo alla comunicazione aperta e sincera.
8. RIDICOLIZZARE, ETICHETTARE
Pensiamo alle classiche frasi che potremmo sentirci dire sul luogo di lavoro:
- Ecco, sei il solito sbadato.
- Ci risiamo.
- Parli come un ingegnere.
- Sei davvero uno sciocco!
Ridicoleggiare ed etichettare svaluta la persona anziché limitarsi a criticare esclusivamente il suo comportamento. Attenzione ad usare queste piccolissime frasi, che sono in grado di procurare grandi ferite e di mettere a repentaglio il rapporto.
9. INTERPRETARE, DIAGNOSTICARE
Quante volte noi stessi attribuiamo significati a frasi e comportamenti altrui…. che in realtà vogliono dire tutt’altro! Lo facciamo dicendo ed esempio:
- Lo dici perché sei arrabbiato.
- Sei geloso.
- Ciò di cui hai bisogno è…
- Hai dei problemi con l’autorità.
- Vuoi fare una bella figura.
- Sei un po’ paranoico.
Questo atteggiamento può far sentire l’altro incompreso e non rispettato nei propri sentimenti, poiché si presume di conoscere meglio i suoi pensieri o emozioni, anche se vengono espressi chiaramente. Invece di interpretare, possiamo ascoltare attentamente e chiedere chiarimenti, lasciare esprimere la persona senza presupporre cosa stia pensando o provando.
10. RASSICURARE, CONSOLARE
Questi potrebbero sembrare gesti di supporto e di vicinanza:
- Domani ti sentirai diverso.
- Le cose andranno meglio.
- È sempre più scuro prima dell’alba.
- Non tutto il male viene per nuocere.
- Non preoccupartene così tanto.
- Non è poi così male.
In realtà, questi messaggi tendono a bloccare l’esperienza che l’altro sta vivendo, impedendogli di esprimere le proprie emozioni in modo naturale. In molte situazioni, rassicurare e consolare potrebbe riflettere più un bisogno personale di evitare il disagio dell’altro che un vero tentativo di offrire supporto emotivo. Questo atteggiamento potrebbe irritare l’interlocutore e farlo sentire poco ascoltato, poiché sembra che si stia cercando di tagliare corto e di voler evitare la condivisione dei suoi sentimenti.
11. FARE DOMANDE, INVESTIGARE, INDAGARE
Ti piace quando ti vengono rivolte domande come queste?
- Perché lo hai fatto?
- Da quanto tempo ti senti così?
- Cosa hai fatto per cercare di risolvere questa situazione?
- Quando ti sei reso conto di questo sentimento?
Non credo. Le domande persistenti possono far sentire l’interlocutore come se fosse sottoposto a un interrogatorio, facendogli percepire una minaccia e un’aumento dell’ansia, con possibili reazioni di rabbia. Le domande inquisitorie, che trasmettono sospetto e sfiducia, possono mettere in dubbio la versione dei fatti dell’altro e farlo sentire incompreso.
12. DISTRARRE, MINIMIZZARE
Per distrarre e minimizzare durante una conversazione si usano frasi del tipo:
- Pensa alla parte positiva.
- Cerca di non pensarci finché sei a riposo.
- Pranziamo e dimenticatene per un po’.
- Mi ricorda quella volta che…
- Pensi di essere l’unico ad avere problemi!
Queste espressioni spesso comunicano una mancanza di attenzione alle priorità e ai sentimenti dell’altro, facendolo sentire non considerato e non compreso. Questi messaggi possono ostacolare una comunicazione autentica ed efficace, poiché l’interlocutore può percepirci come persone che non sono interessate a ciò che sta cercando di condividere e che minimizzano l’importanza delle sue preoccupazioni.
CONSIGLI PER ABBATTERE LE BARRIERE DELLA COMUNICAZIONE
Abbiamo visto che nelle 12 barriere per la comunicazione empatica è più o meno implicita l’intenzione di cambiare, piuttosto che accettare, chi parla. Non accettare viene percepito come un rifiuto e sappiamo che un clima di rifiuto è davvero di ostacolo per la crescita e lo sviluppo personale. In ambito lavorativo, queste tendono a sottrarre la responsabilità a chi ha il problema, consegnandola nelle mani del leader. E questo non è sano per la vita di un team.
Ecco quindi alcuni consigli pratici per abbattere le barriere della comunicazione:
- Evita frasi accusatorie come “tu sempre” o “tu mai”. Queste generalizzazioni possono innescare reazioni difensive. Invece, parla degli specifici comportamenti o situazioni che ti preoccupano.
- Fai domande aperte, che incoraggino una risposta più dettagliata e favoriscano una conversazione più approfondita. Ad esempio, anziché chiedere “Hai finito il lavoro?”, potresti dire “Come procede il tuo lavoro?”
- Sii paziente: la comunicazione efficace richiede tempo. Non cercare di risolvere o rispondere prontamente a ogni conversazione. Dedica del tempo per ascoltare e riflettere prima di rispondere.
- Allena l’ascolto attivo nelle tue conversazioni quotidiane. Concentrati sul comprendere veramente ciò che l’altro sta dicendo senza giudicare, interpretare o interrompere.
- Quando hai feedback da condividere, fallo in modo costruttivo anziché critico o giudicante. Usa “io” anziché “tu” per esprimere come ti senti. Ad esempio, invece di dire “Hai fatto un errore”, potresti dire “Mi sento preoccupato per la situazione e penso che potremmo cercare un approccio migliore insieme.”
- Cerca di essere consapevole dei tuoi pensieri, emozioni e reazioni mentre stai comunicando. Riconosci quando stai per utilizzare una barriera e cerca di rimediare immediatamente. La consapevolezza è il primo passo per il miglioramento.
- Pratica l’empatia mettendoti nei panni dell’altro, cercando di comprendere le sue emozioni e prospettive, senza minimizzare o giudicare. Ad esempio, anziché dire “Non è poi così grave”, potresti dire “Posso capire che questo sia stato difficile per te”.
- Evita il multitasking: quando sei coinvolto in una conversazione importante, concentrati completamente su questa e sul tuo interlocutore per evitare distrazioni e mostrare rispetto.
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Sono l’ideatrice di CarrieraVincente.it
Nata con un amore smisurato per le parole, l’ho declinato in una Laurea in Giurisprudenza e in tanti anni di professione in ambito comunicazione, marketing e vendite.
Ho poi conosciuto Google, e non ce ne è stato più per nessuno ⭐
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