Il benessere organizzativo è un tema di cui si inizia a parlare sempre più di frequente e a cui la psicologia positiva sembra essere una possibile soluzione.
In questo articolo forniamo una panoramica dei più recenti fenomeni esplosi in merito a questa tematica.
Forniamo inoltre degli esempi pratici di come la psicologia positiva possa impattare positivamente sul benessere organizzativo.
NUOVI FENOMENI ALLA RICERCA DI BENESSERE ORGANIZZATIVO
Molti aspetti dell’individuo, in particolare di come si rapporta all’ambiente lavorativo, sono cambiati durante la pandemia.
In questo lasso di tempo il modo in cui viene concepito il lavoro ha subito uno stravolgimento; ne sono esempi i fenomeni di quiet quitting, quiet ambition, lazy girl job e le grandi dimissioni.
Il quiet quitting è il termine più utilizzato degli ultimi tempi: si tratta di un abbandono silenzioso che riguarda quei dipendenti aziendali i quali, spinti dal desiderio di ricercare un nuovo equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, riducono il loro impegno nella professione. Lavorano il minimo indispensabile per conservare il proprio posto di lavoro, rifiutandosi di fare straordinari, di lavorare durante i weekend o di assumersi responsabilità oltre quelle che già hanno.
Se, negli anni precedenti, le aziende potevano far leva sull’engagement professionale, ora devono pensare ad una trasformazione della propria struttura per ottenere maggiore coinvolgimento e impegno nelle attività lavorative da parte dei propri dipendenti.
LA RIVOLTA DEI DIPENDENTI
Le cause che spingono i dipendenti a mettere in atto questa “rivolta” sono:
- la ricerca di un equilibrio tra professionale e personale;
- il burnout;
- l’insoddisfazione lavorativa;
- il cambio di priorità;
- una realtà organizzativa che non consente una crescita dei suoi dipendenti;
- un salario adeguato alla mole di lavoro;
- un ambiente lavorativo positivo favorisce il disimpegno.
Perciò i professionisti hanno scelto di mettere al primo posto la propria salute mentale ed il proprio benessere, dedicando maggior tempo a coltivare i propri hobby e meno tempo al lavoro.
E LE NOSTRE AMBIZIONI?
Il cambiamento delle prospettive delle priorità dei dipendenti ha dato vita anche ad un altro movimento: il quiet ambition.
Dopo la pandemia il concetto di ambizione personale ha assunto un significato diverso. Il successo non è più determinato dalla “scalata” professionale, ma è il risultato di una serie di fattori individuali e professionali. Il senso di realizzazione non si basa più esclusivamente sul successo lavorativo.
I lavoratori di oggi stanno canalizzando le loro energie verso il miglioramento della loro vita personale, ridefinendo l’idea di successo. Vanno alla ricerca di ruoli che offrono maggiore flessibilità, meno stress e un equilibrio migliore tra vita lavorativa e privata. Invece di perseguire incessantemente la scalata aziendale, cercano posizioni che si adattino meglio alle loro esigenze personali.
Preferiscono lavorare per un’azienda che si adatti alle esigenze dell’individuo piuttosto che dover loro adeguarsi ad una rigida struttura aziendale solamente per avere una sicurezza economica.
Questa nuova mentalità sta portando a un cambiamento trasformativo nella cultura aziendale. Le aziende che riconoscono e supportano la “quiet ambition”, valorizzando il benessere personale e gli obiettivi individuali, creano un ambiente di lavoro più solidale e dinamico. Il risultato è un maggiore coinvolgimento da parte dei dipendenti.
ALLA RICERCA DI “LAZY JOBS”
La pandemia ha certamente reso le persone più consapevoli circa l’importanza di prendersi cura di sé stessi e di ritagliarsi del tempo personale. Questo cambiamento di paradigma riguarda tutti gli aspetti della vita, ma in particolare la realtà lavorativa.
Al giorno d’oggi molti non accettano più di trascorrere la maggior parte del tempo rinchiusi in un ufficio, accumulando ansia e stress fino al rischio di burnout. E’ sulla base di queste premesse che, nell’ultimo anno, si è diffuso un trend, soprattutto su tiktok, noto come “Lazy girl jobs”. La denominazione del trend potrebbe fuorviare il lettore a causa di “lazy”, tuttavia la parola sta a indicare un modo di lavorare più sostenibile e meno stressante.
Questi lavori vengono scelti per ridurre lo stress e promuovere il benessere mentale. Spesso si tratta di lavori che possono essere svolti da remoto, che permettono così di ottimizzare i tempi per svolgere più attività.
La persona avrà l’impressione di lavorare di meno, ma in realtà ha solo gestito meglio il suo tempo.
Le aziende che accolgono questi cambiamenti, apportando delle modifiche sia a livello di struttura che di dinamiche interne, avranno dipendenti più motivati e coinvolti ed una maggiore produttività.
LA PSICOLOGIA POSITIVA AIUTA IL BENESSERE ORGANIZZATIVO
All’interno di questo contesto la psicologia positiva può contribuire in maniera significativa a migliorare il benessere organizzativo, promuovendo una cultura basata sulla fiducia, la collaborazione, la gratitudine e lo sviluppo personale.
La psicologia positiva è un movimento che si è sviluppato negli anni ‘90 con l’obiettivo di promuovere gli aspetti positivi dell’esperienza umana.
A differenza dei modelli centrati sulla patologia e la disfunzionalità, questa particolare branca valorizza le risorse e le potenzialità positive dell’individuo. Vengono così sviluppati dei programmi mirati a potenziare le capacità.
E’ una disciplina orientata più alla soluzione che al problema, in quanto crea una forma di pensiero diversa che consente di agire in maniera funzionale per il raggiungimento degli obiettivi sia personali che di gruppo.
Tra i concetti chiave della psicologia positiva ritroviamo:
- La speranza: è definita come uno stato di motivazione positiva basato su obiettivi, che vengono raggiunti mettendo in atto delle strategie funzionali.
- L’ottimismo: è la tendenza a credere che si possano ottenere risultati positivi e richiede una visione positiva del futuro.
- Il flow è il concetto associato per eccellenza alla psicologia positiva. Esso descrive uno stato totale di immersione e gratificazione durante le attività. Si verifica quando c’è un equilibrio tra le sfide offerte dall’ambiente esterno e le abilità personali. Porta a una completa concentrazione, una distorsione del senso del tempo e un profondo senso di piacere e realizzazione.
Dunque adottare un atteggiamento positivo ed ottimista può trasformare del tutto l’esperienza lavorativa.
ESEMPI DI PSICOLOGIA POSITIVA APPLICATA AL BENESSERE ORGANIZZATIVO
Alcuni esempi concreti di come questa disciplina può essere applicata per migliorare la soddisfazione e le performance dei dipendenti sono:
- Feedback positivi e riconoscimenti → implementare un sistema di riconoscimento regolare per celebrare i successi e i contributi dei dipendenti rafforza l’efficacia personale e la motivazione, incrementa la fiducia e la padronanza delle proprie azioni.
- Definizione di obiettivi realistici e raggiungibili → definire obiettivi chiari e raggiungibili, suddivisi in step, riduce lo stress e aumenta la fiducia nei propri mezzi, favorendo un approccio proattivo nella gestione delle sfide.
- Formazione e sviluppo continuo → offrire opportunità di formazione continua e di crescita professionale aumenta la fedeltà verso la propria organizzazione e sviluppa la resilienza.
- Programmi di benessere → implementare programmi di benessere che includano attività fisiche, meditazione e supporto psicologico riduce lo stress e promuove uno stato mentale positivo. Questo migliora l’umore generale e la concentrazione.
- Autonomia e flessibilità → offrire flessibilità nell’orario e autonomia nelle modalità di svolgimento dei compiti rafforza il senso di controllo sulla propria vita lavorativa. Questo riduce l’ansia e aumenta la soddisfazione lavorativa.
- Creazione di un ambiente di lavoro positivo → promuovere un ambiente di lavoro collaborativo e supportivo attraverso team-building e spazi di lavoro accoglienti favorisce il benessere emotivo e la cooperazione, migliorando le relazioni tra i colleghi e la produttività complessiva.
- Pratiche di gratitudine → incoraggiare i dipendenti a praticare la gratitudine, ad esempio attraverso diari della gratitudine o riunioni in cui si condividono gli aspetti positivi, migliora il morale. Aumenta inoltre il senso di soddisfazione e felicità generale, influenzando positivamente la performance lavorativa.
- Iniziative di coinvolgimento → coinvolgere i dipendenti nei processi decisionali e nei progetti aziendali, chiedendo feedback ed idee aumenta il senso di appartenenza e di valore e migliora l’impegno e la proattività.
- Promozione dell’equilibrio vita-lavoro → implementare politiche che promuovano un buon equilibrio tra vita lavorativa e privata, come il lavoro da remoto e orari flessibili riduce il rischio di sviluppare burnout
- Gestione costruttiva degli errori → creare un clima che permetta di vedere gli errori come opportunità di apprendimento anziché fallimenti rafforza la determinazione e la crescita personale.
Infine adottare questo approccio sul posto di lavoro consente di attrarre e trattenere talenti effettuando una inversione di rotta per quanto riguarda i fenomeni sopra citati come il quiet quitting e il lazy girl job.
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:
- Job Hopping: perché saltiamo da un lavoro all’altro.
- Le chiavi d’oro per un lavoro di successo: cosa ci rende appagati?
- Mentalità vincente: ecco come svilupparla sul lavoro.
- Cornice d’accordo: stabilisci le regole del gioco con i tuoi dipendenti.
RESTIAMO IN CONTATTO
📩 Iscriviti a Polaris, la Newsletter gratuita con tutte le dritte per una Carriera Vincente
💎 Vuoi essere tra i primi a leggere i nostri articoli? Unisciti al Canale Telegram
Disclaimer: Gli articoli di psicologia presenti su questo sito hanno uno scopo puramente divulgativo e informativo. Le informazioni fornite non intendono sostituire il parere professionale, le diagnosi o i trattamenti forniti da uno psicologo o da altri professionisti del settore. Si consiglia vivamente di consultare uno psicologo o un professionista qualificato per qualsiasi questione relativa alla salute mentale o al benessere psicologico. L’autore e il proprietario del sito declinano ogni responsabilità per eventuali conseguenze derivanti dall’uso delle informazioni fornite negli articoli.

Sono laureata in psicologia. Ho cominciato il mio cammino introspettivo molto presto, spinta dal desiderio di evolvermi ed essere una persona migliore. E’ il motivo per cui ho scelto di abbracciare questa professione. Credo fortemente nell’importanza di raggiungere il proprio benessere a partire dal posto di lavoro, luogo in cui trascorriamo molte ore della nostra giornata. Amo viaggiare e leggere; sono due passioni che mi hanno acceso la curiosità verso la conoscenza. Attualmente collaboro con una importante organizzazione no profit e con un’associazione operativa su tutto il territorio nazionale.


